nov 13

Sono di questi giorni alcune importanti delibere della Amministrazione Comunale per una iniziativa privata di tale genere. La scelta della cremazione è sempre più presente nella nostra società e in alcuni casi può risolvere problemi oggettivi, inoltre ben vengano iniziative private che concorrono a creare servizi per la collettività. È però necessario che la locale amministrazione sia dotata di caratura necessaria a considerare costi e benefici reali e non “svenda” risorse e possibilità del territorio per cifre che, pur rispettabili, potrebbero apparire modeste.  Pertanto come ex amministratore locale ritengo legittimo esprimere la mia netta contrarietà alla collocazione per svariate ragioni proponendone due, alla Vostra riflessione, che ritengo fondamentali.

- Area Ex-INCO – Nella passata legislatura sono stati realizzati specifici incontri con la proprietà al fine di definire possibili scenari di riutilizzo a fini abitativi, di tale superficie. Il problema del “consumo del territorio” è di drammatica attualità e il  riconvertire un’area già compromessa senza sottrarre ulteriormente terreni agricoli potrebbe essere un vanto per qualsiasi amministratore. All’epoca dell’insediamento di questo impianto industriale (anni ’60) l’Amministrazione Comunale adottò tutti i mezzi possibili per favorire l’operazione e accrescere così l’occupazione locale. Per questi motivi gli attuali proprietari non ebbero difficoltà a riconoscere al nostro territorio la possibilità di ricevere ulteriori benefici, oltre a quelli dovuti per legge. Quali sono le condizioni perché questo si realizzi, oltre ai legittimi passaggi normativi? Che l’area non subisca deprezzamenti e svalutazioni.
Un impianto come quello descritto non può costituire un motivo di rivalutazione dell’area.

– Pieve di San Giovanni –  Non ho lo spazio sufficiente per elencare quanti e quali sforzi e risorse economiche abbiamo profuso per questo luogo ricco di storia e prestigio, aggiungo solo un dettaglio forse poco noto: esiste anche uno studio di fattibilità per modificare la viabilità e ricavare un’area antistante la bellissima facciata. La nostra Pieve (monumento nazionale) è meta di un turismo qualificato e di eccellenza che giunge, sempre più spesso da molto lontano, si pensi all’impatto che costituirebbe una scelta come quella delineata.

Concludo rivolgendomi agli elettori dell’una e dell’altra parte affinché, in nome del comune buon senso, si impedisca un’azione che pare essere rozza e superficiale.
Non esistono preclusioni di fondo sull’opera in sé, ma non deve essere realizzata in quest’area.
Non fate mancare il Vostro contributo all’iniziativa del Gruppo Continuità e Rinnovamento,
Sabato 15 e Domenica 16 novembre, in piazza Giovanni XXIII.

Fulvio Bussano

Sindaco 1999-2004 / 2004-2009 e Vicesindaco e Assessore 2009-2014

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