nov 22

Nell’incontro pubblico riguardo l’impianto crematorio che potrebbe essere costruito a Piobesi, questa domanda è rimasta senza risposta, da parte degli UNICI relatori del gruppo di maggioranza (Sindaco e Vice Sindaco) che hanno illustrato il progetto, giovedi sera 20/11 al Centro d’Incontri.

Ci saremmo aspettati di sentire motivazioni convincenti che andassero oltre un tornaconto ridicolo per le casse comunali, tanto più se paragonato a ciò che si intende sacrificare e mettere a rischio (salute dei cittadini, traffico, patrimonio artistico, futuro ampliamento cimitero in grossa parte compromesso, riqualificazione area ex Inco e Olman, ecc…..).

Ci saremmo aspettati di conoscere la lungimiranza e il presunto “grande valore” di un’opera impattante che si propone al nostro territorio.

Ci saremmo aspettati un’analisi puntuale riguardo le effettive conseguenze tra 30 anni di tale impianto (manutenzioni e smantellamento).

Sono ben chiare ed evidenti le motivazioni per NON PROSEGUIRE SU QUESTA STRADA!

Lo chiedono i cittadini con forza: questo dissenso comune è emerso durante l’incontro che, ricordiamo, doveva nelle intenzioni del Gruppo consiliare «Viviamo Piobesi» far “conoscere prima di giudicare”.

Ma non c’è stato nessun parere favorevole, o almeno, nessuno opportunamente motivato. Il paese non è diviso su questo argomento, anzi: tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio si sono opposti chiaramente a quest’opera assurda!

Di seguito riportiamo il nostro intervento durante l’incontro :

«Intervento del Gruppo Continuità e Rinnovamento, riguardo IMPIANTO CREMATORIO – Incontro pubblico del 20 novembre 2014
PREMESSA: Quest’incontro pubblico è un vostro tentativo, peraltro tardivo, di recuperare una situazione generata da una decisione presa precipitosamente: il 7 ottobre 2014 veniva avanzata la proposta dal soggetto privato, il 21 ottobre, (14 giorni dopo), la Giunta prendeva atto ed accoglieva la proposta ed il 6 novembre 2014 approdava già in Consiglio Comunale, dove CONTINUITA’ e RINNOVAMENTO si opponeva con decisione motivando.
Alla consultazione popolare da noi prontamente promossa soltanto nei giorni di sabato 15 – domenica 16 e martedi 18 novembre, hanno già aderito con diverse centinaia di firme dando un segnale inequivocabile, i Piobesini che con forza e determinazione hanno espresso la volontà di NON VOLERE L’IMPIANTO CREMATORIO !
Poiché l’impianto NON E’ UN SERVIZIO NECESSARIO/INDISPENSABILE per i Piobesini.
Il decesso medio annuale a Piobesi di 30/40 persone presupporrebbe la cremazione di 8 salme (come da statistica in Piemonte circa il 20% sceglie la cremazione).
Perché accollarcene 2000 ovvero mediamente 5/6 cremazioni, 5/6 funerali al giorno un centinaio di macchine al giorno che transitano nel centro abitato, con maggiore inquinamento e viabilità compromessa negativamente? (per le nostre 8 salme all’anno esiste l’impianto di Piscina a 20 km).
Perché occupare un appezzamento di terreno acquistato appositamente per ampliare il cimitero dalle precedenti Amministrazioni, obbligando quelle future a porsi nuovamente il problema già affrontato con difficoltà e lungimiranza?
Perché costruire un impianto di 2400 mq nei pressi di un sito storico, archeologico che ospita la chiesa di San Giovanni ai Campi del X secolo PATRIMONIO NAZIONALE DAL 1909? (La soprintendenza alle Belle Arti è stata coinvolta?)
Perché mettere a rischio la salute dei cittadini che abitano nelle vicinanze (e non solo) del FORNO CREMATORIO? ( i guasti, i malfunzionamenti potrebbero aumentare il livello degli inquinanti! es. vedi Pistoia – Arezzo)
Perché rischiare di influenzare negativamente il futuro recupero delle zone ex INCO e OLMAN (che si troverebbero a circa 300 mt dall’impianto) sulle quali si è deliberata l’impossibilità di proseguire l’attività industriale, che restituirebbero all’uso comune, un terreno già consumato che dopo la bonifica sarebbe adatto ad ospitare un’urbanizzazione sostenibile e meno vulnerabile al rischio IDROGEOLOGICO, con il ritorno di copiosi ONERI di URBANIZZAZIONE e relative possibili opere? (La proprietà che ha già manifestato interesse all’operazione è stata informata?)
Perché la popolazione dovrebbe assumersi tutti i rischi e disagi sopraesposti per 30 anni con un ritorno economico in un’unica soluzione di 150.000 euro attraverso lavori nel cimitero e di 5000 euro l’anno a fronte di un ipotizzato piano finanziario di 1 milione di euro l’anno?  (Avete pensato che se e quando non funzionerà più l’impianto dovrà essere smantellato dal Comune?)
 
Una risposta cumulativa, di buon senso, visto il disappunto della numerosa cittadinanza che accoglieremmo di buon grado questa sera, evitando il proseguimento delle iniziative, potrebbe essere l’impegno del gruppo di Maggioranza a recedere dall’interesse per l’iniziativa».

A questo intervento aggiungiamo che non si tratta di uno scontro politico tra le parti, come potrebbe lasciare intendere il Vice Sindaco  che ha dichiarato “il paese è diviso sulla questione”, evitando di prendere in considerazione la coesione trasversale dei cittadini che si è già manifestata nei giorni di raccolta firme: qui si tratta di un sincero appello rivolto al gruppo di maggioranza affinché recepisca il messaggio (nostro e di tutti quei cittadini contrari al progetto), affinché sappia fare un passo indietro dall’interesse per l’iniziativa e guardare con oggettività ad un progetto insensato, inutile e dannoso per la nostra comunità.

2 Risposte a “Tempio Crematorio a Piobesi, PERCHÉ?”

  1. rosanna magliano dice:

    CHE LO SI VOGLIA O NO LA CREMAZIONE E’ IL FUTURO,SENZA TRALASCIARE UNA COSA IMPORTANTE CHE E’ L’ IGIENE E IL PICCOLO SPAZIO CHE CONSENTE DI NON FAR DIVENTARE I CIMITERI DELLE CITTA’!UNA DOMANDA “MA I PAESI CHE HANNO IL FORNO SONO STATI DICHIARATI INQUINATI? MA POI PERCHE’ IO CHE DESIDERO ESSERE CREMATA DEVO ANDARE IN UN ALTRO PAESE? E’ COME NON VOLERE LA DISCARICA A CASA NOSTRA PER POI ANDARLA A BUTTARE NEL PAESE ACCANTO!UN ULTIMA COSA (CHI HA DATO IL PERMESSO AL CIMITERO DEI CANI A COSTRUIRE IL FORNO?)QUEL FORNO NON INQUINA?SALUTI

  2. Continuità e Rinnovamento dice:

    Risposta a: “CHE LO SI VOGLIA O NO LA CREMAZIONE E’ IL FUTURO”…………………………
    ….Ma non necessariamente a carico del Comune di Piobesi Torinese.

    Un buon Amministratore, prima di effettuare le scelte (in modo particolare se sconvolgeranno nei successivi trent’anni e oltre, gli equilibri del paese) ha il dovere di effettuare analisi approfondite dei progetti per stabilirne le effettive necessità, accertare che non pregiudichino salute e sicurezza dei cittadini e che comprendano un congruo ritorno economico per la comunità.
    La netta opposizione del gruppo Consiliare CONTINUITA’ e RINNOVAMENTO alla proposta progettuale, che prevede l’insediamento presso il nostro cimitero di un impianto crematorio, come risulta ampiamente dalla pregressa documentazione pubblicata, non parte esclusivamente dalle possibili scelte della gente sulla tipologia della tumulazione.
    Le statistiche sulla richiesta di cremazione in Piemonte sono attualmente attestate intorno al 20% (per Piobesi sarebbero 6 massimo 8 cremazioni all’anno).
    E’ necessario che chi scrive sia informata che i nostri decessi sono 30 – 40 all’anno e daranno ben altri problemi legati al dolore della perdita che quelli inerenti all’igiene e tantomeno trasformeranno il nostro cimitero in una città.
    La domanda: “MA I PAESI CHE HANNO IL FORNO SONO STATI DICHIARATI INQUINATI?” si presta a diverse interpretazioni. In ogni caso sulla rete sono presenti informazioni riferite ad alcune città Italiane, dove le cremazioni sono state interrotte per emissioni di DIOSSINA.
    Proseguendo…Gli egoismi personali, non sono compatibili con gli interessi comuni. Esistendo un impianto crematorio a 20 chilometri non è indispensabile insediarne un altro proprio a Piobesi.
    Per fortuna e non a caso, anche la GIUNTA REGIONALE sta discutendo un REGOLAMENTO SUI FORNI CREMATORI che tra l’altro prevederà distanze minime tra un forno e l’altro di almeno 50/70 chilometri. Tralasciamo il paragone con i rifiuti che sono altro argomento con regole ben precise e ci sembra di cattivo gusto il raffronto.
    Per quanto riguarda il permesso ai titolari del cimitero degli animali, è stato rilasciato dalla CONFERENZA dei SERVIZI PROVINCIALE. Il forno è soggetto ai controlli periodici, come tutti gli altri impianti crematori. In ogni caso, le emissioni riferite a 6 massimo 8 cremazioni di piccoli animali (cani – gatti) AL MESE sono impercettibili, se paragonate alle cremazioni delle 160 SALME al MESE previste dalla proposta per Piobesi.
    Speriamo che le ulteriori riflessioni facciano recedere anche i più ostinati, per il bene di tutto il paese.

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